Criptovalute, la SEC americana sospende Crypto Co.

Maxi Blogger 01/12/2017
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Il mondo delle criptovalute è sempre più al centro delle attenzioni delle istituzioni finanziarie, così come il panorama delle società che hanno fatto delle valute virtuali il loro nuovo core business. E così, mentre gli operatori si interrogano quali saranno i futuri risvolti di uno degli asset più in vista del mondo, negli Stati Uniti la SEC ha voluto fare chiarezza sugli “strani” movimenti di Crypto Co., una società specializzata in valute digitali, operante nel segmento OTC (la parte non regolamentata dei mercati). Ma per quale motivo?

Come ci ricorda il sito internet Criptovalute24, la lampadina si è accesa per il sospetto che le azioni di Crypto Co. siano state manipolate. Una lampadina invero piuttosto giustificata, visto e considerato che in meno di tre mesi le quotazioni del titolo della compagnia sono cresciute di oltre il 17.000% (si, non è un errore: diciassettemila percento!), rendendo dunque potenzialmente ricchissimi i titolari della società. Almeno, da un punto di vista teorico.

E così, in una nota diffusa attraverso il proprio sito internet, la Securities and Exchange Commission (l’equivalente della nostrana Consob) ha indicato di essere preoccupata che gli investitori non ricevano delle informazioni precise o delle informazioni sufficienti sulla Crypto Co. In aggiunta a ciò, la SEC ha sottolineato come abbia dei concreti dubbi sul fatto che le azioni della Crypto siano state utilizzata per transazioni “potenzialmente manipolative”.

Commentando quanto scritto dalla SEC, l’agenzia di stampa Bloomberg aggiungeva altro pepe, evidenziando ad esempio come la società in questione quest’anno andrà a chiudere il proprio bilancio con una perdita di oltre 2,7 milioni di dollari, e che nonostante il fatturato sia pari a poche centinaia di migliaia di dollari, la capitalizzazione di mercato ha superato gli 11 miliardi di dollari. Una valutazione evidentemente “gigantesca” rispetto alla reale concretezza degli asset societari e delle sue prospettive, che ha reso sicuramente felice il numero 1 di Crypto, il presidente James Gilbert, che stando alle quotazioni di mercato attuali, aveva in mano una partecipazione di quasi 4,2 miliardi di dollari.

Intanto, a ulteriore conferma di quanto il mondo delle criptovalute sia difficilmente interpretabile con i consueti canoni finanziari, gli analisti si stanno interrogando sulle reali motivazioni dell’ennesima altalena che ha contraddistinto l’evoluzione delle quotazioni dei bitcoin, scese di oltre il 15% per poi risalire parzialmente. In questo caso la colpa sembra essere dei timori di un attacco hacker alla borsa telematica sudcoreana, con un panic selling che sembra aver colpito il Bitcoin nel momento in cui si è diffusa la notizia che il sistema di scambio Youbit era stato violato.

A proposito di panic selling, secondo alcuni tra gli osservatori più critici, il timore di una vendita massiccia dei bitcoin potrebbe verificarsi in qualsiasi momento, portando gli investitori a disfarsi delle criptovalute il prima possibile per poter monetizzare gli extra rendimenti ottenuti, prima che qualche shock possa abbattersi in tale panorama.

Insomma, una forte aleatorietà che si accompagna a una decisa volatilità, per la gioia degli investitori più speculativi e più aggressivi. E voi siete tra questi?

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Category: Economia
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